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La professione · 5 min

Cosa fa il TeRP: guida pratica per le famiglie

Sharon Fabozzi ·

Una figura professionale poco conosciuta

Se state leggendo questa pagina, probabilmente avete appena scoperto che esiste una figura chiamata Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica (TeRP). Non c’è da stupirsi: è una professione sanitaria ancora poco conosciuta dal grande pubblico, nonostante esista da oltre vent’anni.

In questa guida vi spiego cosa faccio, come lavoro e quando può essere utile rivolgersi a me.

Di cosa si occupa il TeRP

Il TeRP lavora sul funzionamento quotidiano della persona. Non fa diagnosi (quella è competenza del medico o dello psicologo) e non fa psicoterapia: si occupa di quello che viene dopo la diagnosi, o anche in assenza di una diagnosi formale.

Nel concreto lavoro su:

  • Autonomie quotidiane: organizzare la giornata, gestire la routine, prendersi cura di sé
  • Autoregolazione emotiva: riconoscere le emozioni, gestire la frustrazione, affrontare i momenti difficili
  • Abilità sociali: fare amicizia, stare in un gruppo, comunicare in modo efficace
  • Contesto scolastico: organizzazione dello studio, strategie compensative, gestione dell’ansia

Una domanda che ricevo spesso: “Ma non è come andare dallo psicologo?”

No, e spesso lavoriamo insieme come figure complementari. Pensate alla differenza tra chi prescrive la fisioterapia e il fisioterapista che vi fa fare gli esercizi.

PsicologoTeRP
FocusProcessi mentali, diagnosi, psicoterapiaFunzionamento concreto, azioni, routine
DoveStudio/ambulatorioA domicilio, a scuola, nel contesto reale
ComeColloquio clinicoAttività pratiche, esercizi, role-play

Dove lavoro

Non ho uno studio fisico, ed è una scelta professionale. La riabilitazione funziona meglio dove la vita succede davvero: a casa vostra, a scuola, al parco, in biblioteca.

Opero a Grugliasco, Torino e provincia, spostandomi nei luoghi di vita della persona.

Quando rivolgersi a un TeRP

Non serve una diagnosi per iniziare un percorso. Può essere utile contattarmi quando:

  • Vostro figlio ha ricevuto una diagnosi (ADHD, autismo, DOP) e non sapete da dove partire
  • Le difficoltà quotidiane sono evidenti ma non c’è ancora un nome
  • Cercate qualcuno che lavori con voi e vostro figlio, nel suo ambiente
  • Avete bisogno di strategie concrete, non solo di spiegazioni teoriche

Il primo passo

Se vi state chiedendo se posso essere utile, il modo più semplice è scrivermi. Facciamo una telefonata breve, gratuita e senza impegno, per capire insieme la situazione.

Non dovete avere le idee chiare, né una diagnosi: basta un messaggio.