Cosa fa il TeRP: guida pratica per le famiglie
Una figura professionale poco conosciuta
Se state leggendo questa pagina, probabilmente avete appena scoperto che esiste una figura chiamata Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica (TeRP). Non c’è da stupirsi: è una professione sanitaria ancora poco conosciuta dal grande pubblico, nonostante esista da oltre vent’anni.
In questa guida vi spiego cosa faccio, come lavoro e quando può essere utile rivolgersi a me.
Di cosa si occupa il TeRP
Il TeRP lavora sul funzionamento quotidiano della persona. Non fa diagnosi (quella è competenza del medico o dello psicologo) e non fa psicoterapia: si occupa di quello che viene dopo la diagnosi, o anche in assenza di una diagnosi formale.
Nel concreto lavoro su:
- Autonomie quotidiane: organizzare la giornata, gestire la routine, prendersi cura di sé
- Autoregolazione emotiva: riconoscere le emozioni, gestire la frustrazione, affrontare i momenti difficili
- Abilità sociali: fare amicizia, stare in un gruppo, comunicare in modo efficace
- Contesto scolastico: organizzazione dello studio, strategie compensative, gestione dell’ansia
La differenza con lo psicologo
Una domanda che ricevo spesso: “Ma non è come andare dallo psicologo?”
No, e spesso lavoriamo insieme come figure complementari. Pensate alla differenza tra chi prescrive la fisioterapia e il fisioterapista che vi fa fare gli esercizi.
| Psicologo | TeRP | |
|---|---|---|
| Focus | Processi mentali, diagnosi, psicoterapia | Funzionamento concreto, azioni, routine |
| Dove | Studio/ambulatorio | A domicilio, a scuola, nel contesto reale |
| Come | Colloquio clinico | Attività pratiche, esercizi, role-play |
Dove lavoro
Non ho uno studio fisico, ed è una scelta professionale. La riabilitazione funziona meglio dove la vita succede davvero: a casa vostra, a scuola, al parco, in biblioteca.
Opero a Grugliasco, Torino e provincia, spostandomi nei luoghi di vita della persona.
Quando rivolgersi a un TeRP
Non serve una diagnosi per iniziare un percorso. Può essere utile contattarmi quando:
- Vostro figlio ha ricevuto una diagnosi (ADHD, autismo, DOP) e non sapete da dove partire
- Le difficoltà quotidiane sono evidenti ma non c’è ancora un nome
- Cercate qualcuno che lavori con voi e vostro figlio, nel suo ambiente
- Avete bisogno di strategie concrete, non solo di spiegazioni teoriche
Il primo passo
Se vi state chiedendo se posso essere utile, il modo più semplice è scrivermi. Facciamo una telefonata breve, gratuita e senza impegno, per capire insieme la situazione.
Non dovete avere le idee chiare, né una diagnosi: basta un messaggio.