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Spettro autistico · Bambini, ragazzi e famiglie

Tuo figlio vede il mondo in modo diverso. Ti aiuto a capirlo.

Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) non è una malattia da curare ma un funzionamento da comprendere. Il lavoro di riabilitazione serve a ridurre l'attrito tra il suo modo di stare nel mondo e le richieste della scuola, della famiglia, della vita quotidiana. Il punto di partenza, sempre, sono i suoi punti di forza.

Setting ecologico Abilità sociali con i pari Torino e provincia
Le sfide di ogni giorno

Dove l'autismo si fa sentire di più

Le difficoltà variano enormemente da bambino a bambino: è uno "spettro" proprio per questo. Le aree su cui tipicamente si lavora:

Socialità

  • — Fatica a fare e mantenere amicizie
  • — Difficoltà a leggere gesti, sguardi, ironia
  • — Isolamento o conflitti a ricreazione
  • — Sensazione di essere sempre "fuori"

Comunicazione

  • — Linguaggio molto formale o ripetitivo
  • — Difficoltà a esprimere cosa serve in quel momento
  • — Interessi ristretti molto intensi (anche bellissimi)
  • — Pragmatica: capire il "non detto"

Sensorialità

  • — Iper/ipo sensorialità a suoni, luci, tessuti, odori
  • — Crisi quando l'ambiente è sovrastimolante
  • — Ricerca attiva di stimoli specifici (rocking, spinning)
  • — Difficoltà al supermercato, al ristorante, in classe

Routine e cambiamenti

  • — Routine rigide, anche su dettagli minimi
  • — Crisi quando qualcosa cambia all'improvviso
  • — Difficoltà a passare da un'attività all'altra
  • — Ansia anticipatoria
Cosa faccio con i bambini nello spettro

Il lavoro avviene nei contesti reali.

Sono un Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica (TeRP) e ho scelto di lavorare in setting ecologico. Con persone nello spettro autistico, questa scelta è legata proprio al modo di leggere l'autismo come un funzionamento invece che come una malattia da curare. Gli interventi a casa, a scuola, al parco, al supermercato permettono di lavorare nel concreto e soprattutto sul contesto.

Abilità sociali nei pari

Iniziare una conversazione, leggere lo stato emotivo dell'altro, gestire un conflitto, stare in un gruppo di lavoro. Si imparano osservando e provando in situazioni vere.

Autonomie quotidiane

Vestirsi, gestire la routine del mattino, andare a comprare il pane, prendere il pullman. Le piccole autonomie sono quelle che, sommate, costruiscono una vita possibile.

Scuola e inclusione

Raccordo con insegnanti curricolari e di sostegno, supporto al PEI, lavoro sulle strategie compensative. La scuola è uno dei contesti più sfidanti — e dove può fare la differenza più grande.

Famiglia e psicoeducazione

Capire la diagnosi, gestire le crisi sensoriali, comunicare in modo che funzioni davvero, costruire routine sostenibili. Il coinvolgimento dei genitori non è un accessorio del percorso: è la parte che fa la differenza.

Il mio approccio

Dietro la diagnosi c'è una persona intera.

Non lavoro per "rendere normale" un bambino autistico: non è un obiettivo né realistico né rispettoso. Lavoro perché possa stare meglio nel mondo così com'è: ridurre le crisi, costruire competenze sociali, conquistare autonomie, sentirsi capace.

Uso strumenti evidence-based, ma li adatto sempre alla persona che ho davanti. La sua routine, i suoi interessi specifici, le sue intolleranze sensoriali, i suoi punti di forza. Sto attualmente completando la magistrale in Evoluzione del Comportamento con una tesi sull'uso della Realtà Virtuale in ambito riabilitativo con persone nello spettro.

Dove lavoro

Torino, Grugliasco e tutta la cintura.

Operativa a domicilio e sul territorio in tutta l'area metropolitana di Torino, includendo Grugliasco, Collegno, Rivoli, Orbassano, Beinasco, Moncalieri, Nichelino, Venaria Reale e i comuni della cintura. Per zone più distanti si valuta caso per caso.

Domande frequenti

Quello che ti stai chiedendo.

Cosa posso fare con un ragazzo con autismo a Torino?

Oltre al percorso clinico (neuropsichiatra, eventuale psicologo), puoi affiancare un intervento riabilitativo in setting ecologico: un Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica (TeRP) lavora a domicilio, a scuola e sul territorio su abilità sociali con i pari, autonomie quotidiane, regolazione sensoriale e raccordo con gli insegnanti. A Torino e provincia puoi contattare Sharon Fabozzi per una telefonata conoscitiva gratuita.

Come aiutare un bambino autistico a socializzare a scuola?

Le abilità sociali non si imparano per osmosi: vanno costruite e allenate nei contesti reali. Funziona lavorare in piccoli gruppi protetti, insegnare l'autoregolazione sensoriale (cuffie, angoli tranquilli, una "tessera del silenzio"), costruire amicizie basate sugli interessi specifici del bambino e fare un raccordo strutturato con gli insegnanti sul Piano Educativo Individualizzato. Forzare il bambino a "stare in mezzo agli altri" raramente aiuta.

Serve una diagnosi formale di autismo per iniziare un percorso riabilitativo?

No. Una valutazione funzionale può iniziare anche prima della diagnosi neuropsichiatrica: serve a mappare punti di forza, difficoltà concrete e aree su cui lavorare. La diagnosi clinica resta competenza del neuropsichiatra infantile, ma non è un prerequisito per iniziare a lavorare sul funzionamento quotidiano.

A chi rivolgersi a Torino per autismo e difficoltà scolastiche?

Puoi rivolgerti alla Neuropsichiatria Infantile della tua ASL (servizio pubblico, gratuito ma con liste d'attesa) e/o a un TeRP libero professionista per un intervento più intensivo e flessibile, a domicilio e a scuola. Sharon Fabozzi opera a Grugliasco, Torino e nei comuni della cintura (Collegno, Rivoli, Orbassano, Moncalieri, Nichelino, Venaria Reale e altri).

Il primo passo è il più semplice

Non serve una diagnosi formale.

Una valutazione funzionale può iniziare anche prima della diagnosi neuropsichiatrica. La prima telefonata è conoscitiva, gratuita e senza impegno.